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Giovedì 14 Luglio 2011 15:35

Grazie agli amici spagnoli che in questi anni li hanno gentilmente registrati e condivisi, sono disponibili su YouTube molti interventi in latino del professor Luigi Miraglia, presidente dell’accademia e della casa editrice, principalmente sul tema della didattica delle lingue classiche. Li abbiamo raccolti in ordine cronologico in questa coda di riproduzione.

I video sono tratti dai canali su YouTube degli utenti: anavnd, Baeticus2, lancra, llamameyago, philoglot.


Ultimo aggiornamento Martedì 30 Agosto 2011 22:55
 
Colloquia scholastica PDF Stampa E-mail
Giovedì 14 Luglio 2011 14:30


Aggiornamenti
03/09/11: ripristinati i collegamenti rotti.
13/09/11: diviso l’articolo in due sezioni (latina e greca); aggiunti i collegamenti a Blackie e Gretser; aggiunte le scansioni di Balboni, Fabbri, Jōannidēs, Lange, Levi, Meregazzi, Paperini, Pasquetti, Pizzi, Schwieder e Tempini; cambiati i collegamenti di Duncan e Heyden.
14/09/11: aggiunti Barlamont, Chimani e Freyer.
16/09/11: aggiunta la scansione di Noël.


Vives.jpgPer l’insegnante che utilizza il metodo induttivo, può essere utile possedere e leggere una serie di colloquia scholastica, che l’aiuteranno a migliorare la propria pratica attiva della lingua latina. I migliori opuscoli di questo genere sono, naturalmente, quelli degli umanisti: in particolare i Colloquia d’Erasmo, per la loro vivacità, freschezza, purezza linguistica; quelli del Corderio sono semplici scenette di vita scolastica utili per locuzioni e fraseologia (sono stati ripresi ad litteram dallo Schwieder, che vi ha aggiunto un’utile rubrica fraseologica); quelli del Vives presentano un eccessivo numero di parole rare e longē petītae; quelli del Pontano sono assai eleganti nella lingua e ci danno un’idea degli esercizi che i gesuiti facevano fare ai loro allievi. Gli altri sono di livello inferiore, e talora saccheggiano i grandi, senza confessarlo (si vedano, per esempio, i Dialogī di Antonio van Torre).

Oltre ai Colloquia o ai Latinucci, come quelli del Poliziano1, gli umanisti erano soliti comporre intere operette introduttive ai singoli autori. Per esempio, i Colloquia Plautīna del Rosseo; esplicito scopo d’introdurre a Orazio o a Plauto manifestano, per citare un altro esempio, i Dialogī d’Adriano Barlando.

Altri si son provati, in epoca moderna, a proporre dialoghetti, spunti di conversazione, colloqui in latino; negli anni ’30 del secolo appena trascorso anche l’Italia fu inondata da questi volumetti, in coincidenza con una disposizione ministeriale che prevedeva l’uso di conversazioni latine a scuola2. Ma questi libriccini, benché stimolino la curiosità d’ogni amante della lingua latina, non sono i più adatti per noi, perché troppo spesso i loro autori son preoccupati di proporre neologismi e uso moderno della parlata antica: e questo non è il cómpito della scuola. Fanno eccezione i dialoghi e le scenette composte da Guido Pasquetti, troppo duramente criticati, all’epoca, dal Gandiglio3.

Molti dei Colloquia umanistici possono esser letti in rete grazie al progetto Colloquia scholastica del consorzio Stoa.

Naturalmente i Colloquia erano libri scolastici, e, specialmente in epoche che non conoscevano diritti d’autore, le edizioni furono spesso innumerevoli: questo vale soprattutto per le opere di maggiore divulgazione, come quelle d’Erasmo, del Vives o del Corderio. Qui ne segnaliamo alcune solo exemplī causā, per mostrare la vitalità e la longevità di queste operette4.


Istruzioni per lo scaricamento.


Latino

Greco


Note

Poliziano.jpg1. «Non so se voi conoscete i latinucci del Poliziano. Il Poliziano, per il suo scolaretto Piero de’ Medici a cui era stato assegnato come maestro di latino, faceva i cosiddetti latinucci. Erano notizie sui fatti del giorno: è arrivato l’ambasciatore del Gran Turco; il re di Francia ha mandato a dire al re di Spagna questo e questo. Si capisce, si trattava dell’educazione d’un principe. Ma c’erano anche cose di questo genere: ‹Io so che tu hai passione per il tuo pony, per il tuo ginnetto, ma bada che ti fa male; l’altro giorno sono andato al mercato di Poggibonsi e ho visto un cavalluccio che era una meraviglia (e glielo descrive apposta per fargli venire l’acquolina in bocca), però m’ha detto tuo padre che non ti vuol dare i soldi per comprarlo, perché teme che tu cada›. Insomma cose di questo genere, che il Poliziano preparava a tempo: dopo, il ragazzino doveva naturalmente leggerle, tradurle, ecc. Vedete che il Poliziano, che di latino e greco ne sapeva qualcosa, non adoperava le regole grammaticali; non c’è il minimo accenno in questi latinucci a una regola grammaticale; qualche volta ne avrà parlato; se il ragazzo avrà detto, per esempio, iteris invece di itineris, gli avrà dato uno scappellotto dicendo ‹no, itineris!›» (G. B. Pighi, Grammatica e lingua, in «Ricerche didattiche (Rivista del Movimento circoli della didattica)», anno III, № 4-5, luglio-ottobre 1953, pagina 106). I Latini dettati dal Poliziano a Piero de’ Medici nel 1481 possono esser letti in: Prose volgari inedite e poesie latine e greche edite e inedite di Angelo Ambrogini Poliziano, raccolte e illustrate da Isidoro Del Lungo, G. Barbèra, Firenze 1867, pagine 17–41.

2. Regio decreto del 7 maggio 1936: «Nello studio del latino gli alunni debbono essere educati fin dalle prime classi all’uso diretto della lingua sia come espressione orale sia come espressione scritta. La versione dall’italiano è quindi una delle forme di esercitazione, ma non la sola. Anche dai primi passi, con opportuni spunti di conversazione, con risposte a domande su letture fatte, con piccoli riassunti, con brevi composizioni, gli alunni debbono essere indirizzati per mezzo di esercizi e anche dell’espressione diretta in latino a raggiungere la padronanza della lingua indispensabile alla piena conoscenza dei classici».

3. La polemica tra il Gandiglio e il Pasquetti fu serrata, e non riguardò solo Roma antica da vicino; il primo scrisse un fascicoletto, Roma… al cinematografo, o latino per i metallurgici (Zanichelli, Bologna 1922) e Dēverticula flexiōnēsque del prof. G. Pasquetti (Zanichelli, Bologna 1922); il secondo ribatté con Quello che non è… Roma, ossia Dalla grammatica alla suburra – (risposta al prof. Adolfo Gandiglio) (Sandron, Milano 1922).

4. Chi volesse vedere un elenco di tutte le edizioni della maggior parte dei Colloquia fino all’Ottocento, potrebbe consultare: A. Bömer, Die lateinischen Schülergespräche der Humanisten [...], P. Schippers, Βerlin 1897-99.

5. Cfr. F. Bierlaire, Erasme et ses colloques: le livre d’une vie, Libraire Droz, Genève 1977.

6. È interessante per vedere come anche il Goethe imparò il latino per mezzo di colloqui e sistemi attivi (anzi, a sentir lui, «senza metodo», ossia in maniera del tutto naturale): cfr. W. Goethe, Dichtung und Wahrheit, parte I, libro I: «Die Grammatik missfiel mir, weil ich sie nur als ein willkürliches Gesetz ansah; die Regeln schienen mir lächerlich, weil sie durch so viele Ausnahmen aufgehoben wurden, die ich alle wieder besonders lernen sollte. Und wäre nicht der gereimte angehende Lateiner gewesen, so hätte es schlimm mit mir ausgesehen; doch diesen trommelte und sang ich mir gern vor.» [La grammatica non mi piaceva, perché la consideravo solo una legge arbitraria, le regole mi sembravano ridicole, perché venivano scalzate da tante eccezioni che mi toccava di studiare a parte. E se non fossero stati i princípi di latino in rima, avrei fatto una gran brutta figura; ma quelli amavo ricantarmeli spesso da me]. Parte II, libro VI: «So hatte ich denn das Lateinische gelernt wie das Deutsche, das Französische, das Englische, nur aus dem Gebrauch, ohne Regel und ohne Begriff. [...] mir schien alles natürlich zuzugehen, ich behielt die Worte, ihre Bildungen und Umbildungen in Ohr und Sinn, und bediente mich der Sprache mit Leichtigkeit zum Schreiben und Schwätzer». [Così avevo imparato il latino come il tedesco, il francese, l’inglese solo per pratica, senza regole e senza metodo... a me pareva che tutto procedesse naturalmente, ritenevo nell’orecchio e nella mente le parole, la loro formazione e flessione e mi servivo con facilità della lingua per scrivere e per chiacchierare. (Trad. di E. Sola)].


Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Settembre 2011 18:10
 
Fābulae scaenicae PDF Stampa E-mail
Giovedì 14 Luglio 2011 14:29

Aggiornamenti
01/09/11: aggiunti Arnold, Newman, Paxson, Schlicher, le scenette del Cambridge Latin course e la scansione di Lūdī Persicī.


Maschere teatrali (mosaico).png

Proporre ai ragazzi scenette, drammatizzazioni, brevi azioni drammatiche e teatrali dà grandissima forza alla nostra azione didattica, coinvolgendo gli alunni in una forma attiva d’apprendimento che costituí uno dei cardini dell’ars docendī già nel Rinascimento e nella ratiō studiōrum dei gesuiti. Le proposte della scuola del Rouse (Lūdī Persicī e Decem fābulae puerīs puellīsque agendae) sono assai utili, perché hanno sempre un particolare occhio alle strutture e forme da imparare. Naturalmente, a questo scopo possono essere anche utilizzati gli stessi capitoli del corso o i Colloquia persōnārum. Gli altri libretti, pur da tenere in considerazione, son però meno adatti allo scopo che ci prefiggiamo.


Istruzioni per lo scaricamento.



Collegamenti
Cambridge Latin course, Plays.


Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Settembre 2011 12:32
 
Altri approcci al lessico greco PDF Stampa E-mail
Giovedì 14 Luglio 2011 14:28

Aggiornamenti
31/08/11: aggiunti i riferimenti di Cammelli (con scansione) e Fontoynont; ripristinati i collegamenti rotti.


Istruzioni per lo scaricamento.



Ultimo aggiornamento Domenica 04 Settembre 2011 17:46
 
Dizionari PDF Stampa E-mail
Giovedì 14 Luglio 2011 14:27

Aggiornamenti
07/09/11: aggiunti lo Schrevel, il Δημητράκου e il Κωνσταντίνου; cambiato il titolo.


Istruzioni per lo scaricamento.


Monolingui

  • Favorino, V.: Λεξικὸν τὸ μέγα καὶ πάνυ ὠφέλιμον Βαρίνου Φαβωρίνου Κάμηρτος, τοῦ τῆς Νουκερίᾱς ἐπισκόπου. Ἐκ πολλῶν καὶ διαφόρων βιβλίων συλλεχθὲν ἅπάσης τῆς Ἑλληνικῆς φωνῆς ὑπόμνημα. Ἐνετίησιν, ͵αωαʹ [1801]. [Premere su Download document, in fondo alla pagina].
  • Lexicon totius Latinitatis.jpgForcellini, E.: Lexicon tōtīus Latīnitātis, ab Aegidiō Forcellini, sēmināriī Patavīnī alumnō, lucubrātum, deinde ā Jōsēphō Furlanetto, ejusdem sēmināriī alumnō, ēmendātum et auctum, nunc vērō cūrantibus Franciscō Corradini et Jōsēphō Perin, sēmināriī Patavīnī item alumnīs, ēmendātius et auctius, meliōremque in fōrmam redāctum. Secunda impressiō anastaticē cōnfecta quārtae ēditiōnis aa. 1864–1926 Pataviī typīs mandātae cum appendīcibus quibus aucta est prīma anastatica impressiō a. 1940 ēdita.
  • Δημητράκου, Δ.: Μέγα λεξικὸν τῆς Ἑλληνικῆς γλώσσης. Δημοτική, Καθαρεύουσα, Μεσαιωνική, Μεταγενεστέρᾱ, Ἀρχαίᾱ. Ἐκδόσεις ΔΟΜΗ, Ἀθήναι 19542. [In nove volumi, ancóra in commercio. La prima edizione, in quindici volumi, è scaricabile da questo sito; è necessario disporre d’un programma che riconosca il formato djvu, per aprirne i documenti].

Plurilingui

  • Schrevel, B. (Schrevelius): Lexicon manuāle Graeco-Latīnum et Latīno-Graecum, studiō atque operā Jōsēphī Hill, Jōannis Entick, Gulielmī Bowyer, nec nōn Jacōbī Smith, S. T. P., adāctum. Īnsuper quoque, ad calcem adjectae sunt sententiae Graeco-Latīnae, quibus omnia Graecae linguae prīmitīva comprehenduntur; item tractātūs duo, alter dē resolūtiōne verbōrum, dē articulīs alter, uterque perūtilis et aequē dēsīderātus. Hanc ēditiōnem XXII cūrāvit et auctiōrem fēcit Petrus Steele, A. M. Ēditiō haec Americāna, cum nitidā illā (XXII) Edinēnsī nūperrimā, accūrātē comparāta et ēmendāta. Collins and Hannay, New York 1832.
  • Κωνσταντίνου, Γ.: Λεξικὸν τετράγλωσσον. Dictiōnārium quattuor linguārum: Graecae scīlicet litterālis, Graecae vulgāris, Latīnae, atque Italicae; prīmum concinnātum et in lūcem ēditum, studiō et operā Geōrgiī Cōnstantīnī Jōannīnēnsis, nunc autem additiōne novem mīlium septingentōrum octōgintā quīnque vocābulōrum et numerō aequālium, vel plūrium, exemplōrum, ex antīquiōribus et recentiōribus scrīptōribus, locuplētātum etiam cum vāriīs historicīs ac fābulōsīs nōtitiīs ad clāriōrem intellegentiam significātiōnis vocābulōrum, multō sūdōre et labōre collēctōrum. Tomus prīmus, continēns locuplētissimum dictiōnārium linguae Graecae litterālis, ita quidem digestum ut omnēs ejus dictiōnēs in Graecā vulgārī, Latīnā, atque Italicā linguā expōnantur, cum technologiā octō partium ōrātiōnis et cōnstrūctiōne verbōrum: opus inter omnia hūcūsque in lūcem ēdita dictiōnāria praestantissimum. Typīs Pannī Theodosiī Jōannīnēnsis, Venetiīs, MDCCCI. [Premere su Download document, in fondo alla pagina].

Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Settembre 2011 22:06
 
Libri scolastici PDF Stampa E-mail
Martedì 07 Dicembre 2010 09:30


Aggiornamenti
02/09/11: aggiunte le scansioni d’Initium, Pōns tīrōnum, Tīrōcinium Caesariānum e collegamenti a The fables of Orbilius. Part 1 e alle due antologie di Piazza; ripristinati i collegamenti rotti.
03/09/11: aggiunte le scansioni di Prīncipia e Pseudolus noster e collegamenti ai libri di Maxey e Nutting.
04/09/11: aggiunta la scansione d’Arēna palaestrārum, migliorata la scansione di A first Greek course.
07/09/11: aggiunti libri di Bails, Colson, Beresford, Fay, Hardy, Jones, Keene, Smith, Rouse.
08/09/11: aggiunti Marmorale e Pacitti.
14/09/11: aggiunto Blackie.
15/09/11: aggiunta Reed.


Gl’immediati antenati del metodo dell’Ørberg sono i libri che furon prodotti dalla scuola del Rouse (per la quale vedi p. 13 di Novā viā Latīnē doceō), alcuni dei quali possono esser reperiti facilmente in formato digitale sulla rete. Ma anche altre opere possono essere utili all’insegnante che utilizza il metodo induttivo: le Fābulae facilēs del Ritchie, ad esempio, posson costituire un materiale ulteriore di grande utilità da proporre, con gli opportuni accorgimenti, ai nostri alunni.


Istruzioni per lo scaricamento.


Latino

Greco


Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Settembre 2011 12:37
 
Storia e teoria della didattica PDF Stampa E-mail
Lunedì 06 Dicembre 2010 00:00

Aggiornamenti
01/09/11: aggiunte le scansioni di Latin on the direct method e The teaching of Latin at the Perse school, Cambridge, e un collegamento a Hale su Perseus; ripristinati i collegamenti rotti.
04/09/11: aggiunta la scansione di The practice of instruction.
07/09/11: aggiunte le scansioni di A Greek lesson e The direct method applied to Latin.
14/09/11: aggiunto Kelly.


Rouse.jpg

Per quanto ci si sia sforzati d’includere in Novā viā Latīnē doceō una sintesi delle più importanti caratteristiche del metodo induttivo, non sarà inutile all’insegnante che ne voglia approfondire alcuni aspetti riferirsi a scritti teorico-pratici che diano ulteriori suggerimenti. Consigliamo per questo prima di tutto le opere del Rouse, del Jones e dell’Andrew, che riferiscono quel ch’essi facevano nella Perse school di Cambridge; utilissimo è anche il volume del Distler, ricco di proposte d’esercizi e impostazioni didattiche. Potrà giovare anche legger qualche pagina di storia dell’insegnamento delle lingue classiche, con particolare riferimento alla pratica degli umanisti: per questo il volume del Corcoran, quello del Kelly e quello del Breva-Claramonte (per la didattica del Vives) son chiari e precisi.


Istruzioni per lo scaricamento.



Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Settembre 2011 22:18
 
Latīnārum litterārum historiae PDF Stampa E-mail
Domenica 05 Dicembre 2010 14:40


Aggiornamenti
31/08/11: sostituita la prima edizione di De Rosa colla seconda (la cui scansione è di miglior qualità e minor peso); ripristinati i collegamenti rotti.


Lapis niger.jpg

L’insegnante può ritenere utile per sé ―e, quando giungerà nella sua pratica didattica alla lettura degli autori classici, per le spiegazioni ai propri alunni― conoscere alcune storie della letteratura scritte in latino. Si tenga presente che abbondantissime e notevoli introduzioni ai singoli autori (utilizzabili specialmente per quel che riguarda l’illustrazione di vita e opere) si possono anche leggere sia nella serie Scrīptōrēs Latīnī in ūsum serēnissimī delphīnī sia nella collezione Bibliothēca Classica Latīna.


Istruzioni per lo scaricamento.


*“Un’opera antiquata fin da quando vide la luce, scarsa di dottrina e di gusto, ricca solo di presunzione” (G. Pasquali, Pagine stravaganti, Sansoni, Firenze 1968, vol. I, p. 173-174). Naturalmente il Pasquali si riferisce al contenuto, scarno e povero, non certo alla forma latina.


Collegamenti
Antonio González Amador, Dē historiā litterārum Latīnārum.
Jan Odstrčilík, Historiae litterārum Latīnārum.
Wilfried Stroh, Dē historiā litterārum Latīnārum [registrazioni con sintesi].


Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Settembre 2011 13:01
 
Versioni latine di classici greci (con originale a fronte) – Serie fratelli Didot PDF Stampa E-mail
Giovedì 25 Novembre 2010 00:00

Didot.jpgProporre versioni latine affianco ai testi greci non solo consente all’insegnante di fare rilievi relativi alla comparazione delle sintassi delle due lingue, ma si presta anche, come scrive bene E. Renna, «all’enucleazione di un lessico, di una fraseologia greco-latina e, magari, reciprocamente latino-greca (come nello Schrevelius), traguardi ineludibili per chi intende possedere ad un certo livello le lingue antiche» (E. Renna, Graecia capta. Sintassi comparata greco-latina con numerosi exemplaria greco-latini e latino-greci, Fratelli Ferraro, Napoli 1995, p. 14).

La consuetudine di affiancare ad alcuni testi greci una versione latina, com’era fin poco tempo fa buona consuetudine di alcune sezioni dei testi di versione in uso nelle scuole, aveva trovato anche un sostegno legislativo nei programmi e nelle disposizioni emanati negli anni ’20 del secolo scorso, che appunto prescrivevano di leggere alcune opere greche «in un testo avente a fianco la versione latina». La cosa, che oggi sembra addirittura, e assurdamente, presentare ai ragazzi un’ulteriore difficoltà invece che un aiuto, destò all’epoca non pochi sdegnati commenti: si veda per questo quel che scrisse il Pasquali nel 1930: «Ora la riforma Gentile, ch’è nemica di ogni ipocrisia, ha legittimato il traduttore, ma ha cercato di moralizzarlo: nell’esame di maturità si esige che il giovane si orienti in un testo greco poetico non facile, dopo aver scorso rapidamente una versione latina stampata a fronte. Di tali scelte ne sono negli ultimi anni uscite parecchie, persino buone […] ma l’assurdo dell’istituzione rimane, anche se è cancellato il marchio della disonestà: in un esame di lingue moderne, diciamo (perché capire il francese è troppo facile) del tedesco, non ci si contenterebbe che il candidato traducesse sì a prima vista, ma non senza aver dato prima una rapida occhiata a una versione già bell’e fatta, dunque, propriamente a seconda vista. E che la versione debba qui essere non in italiano ma in latino, dà maggiore spicco alla differenza: il latino, uno alla fine delle scuole medie si suppone che l’abbia imparato; il greco, non può averlo imparato: questa è la verità ufficiale» (G. Pasquali, Paradossi didattici, ora in: Pagine stravaganti, Sansoni, Firenze 1968, vol. I, p. 159).


Istruzioni per lo scaricamento.


Aeliānī Dē nātūrā animālium, Varia historia, epistulae et fragmenta, Porphyriī philosophī Dē abstinentiā et Dē antrō nymphārum, Philōnis Bȳzantiī Dē septem orbis spectāculīs

Aeschylī et Sophoclis tragoediae et fragmenta, Graecē et Latīnē cum indicibus

Appiānī Alexandrīnī Rōmānārum historiārum quae supersunt, Graecē et Latīnē cum indicibus

Aristophanis cōmoediae et dēperditārum fragmenta; accēdunt Menandrī et Philēmonis fragmenta, auctiōra et ēmendātiōra; Graecē et Latīnē cum indicibus

Aristotelis opera omnia, Graecē et Latīnē cum indice nōminum et rērum absolūtissimō:

  1. Volūmen prīmum, continēns Organon, Rhētoricēn, Poēticēn, Polītica.
  2. Volūmen secundum, continēns Ēthica, Nātūrālem auscultātiōnem, Dē caelō, Dē generātiōne et Metaphysica.
  3. Volūmen tertium, continēns librōs Dē animālibus, Dē partibus animālium, Dē generātiōne animālium, Dē animā, Dē sēnsū et sēnsilī, Dē memoriā et reminīscentiā, Dē somnō et vigiliā, Dē īnsomniīs, Dē dīvīnātiōne per somnum, Dē animālium mōtiōne, Dē longitūdine et brevitāte vītae, Dē juventūte et senectūte, Dē vītā et morte, Dē respīrātiōne, Meteōrologicōrum librōs quattuor, Dē mundō ad Alexandrum, Dē colōribus, Dē audībilibus, Dē spīritū, Dē Xenophanē (Melissō), De Gorgiā.
  4. Volūmen quārtum, continēns Physiognōmica, Dē plantīs, Ventōrum sitūs et appellātiōnēs, Dē īnsecābilibus līneīs, Mēchanica, Dē mīrābilibus auscultātiōnibus, Problēmatum sectiōnes XLI.
  5. Index

Arriānī Anabasis et Indica, reliqua Arriānī et scrīptōrum dē rēbus Alexandrī Magnī fragmenta; Pseudo-Callisthenis Historiam fābulōsam; Itinerārium Alexandrī et indicēs

Dēmosthenis opera Graecē et Latīnē cum indicibus

Diodōrī Siculī Bibliothēcae historicae quae supersunt, Graecē et Latīnē cum rērum indice locuplētissimō:

  1. Volūmen prīmum
  2. Volūmen secundum

Diogenis Laertiī Dē clārōrum philosophōrum vītīs, dogmatibus et apophthegmatibus librī decem; Olympiodōriī, Ammōniī, Jamblichī, Porphyriī et aliōrum vītae Platōnis, Aristotelis, Pȳthagorae, Plōtīnī et Īsidōrī, et Marīnī Vīta Proclī; Graecē et Latīnē cum indicibus

Dionȳsiī Halicarnassēnsis Rōmānārum antīquitātum quae supersunt, Graecē et Latīnē; accēdunt indicēs scrīptōrum nōminumque
[Per scaricare, premere, in alto a destra, su PDF Download, e poi, a metà pagina, sul bottone rosso PDF (con affianco scritto “Band [10], 764 Seiten, ca. 129,07 MB”)].

Epigrammatum anthologia Palātīna; Graecē et Latīnē:

  1. Volūmen prīmum
  2. Volūmen secundum
  3. Volūmen tertium

Epistolographī Graecī

Erōticī scrīptōrēs: Parthenius, Achillēs Tatius, Longus, Xenophōn Ephesius, Hēliodōrus, Charitōn Aphrodisiēnsis, Antōnius Diogenēs, Jamblichus, Eumathius, Apollōniī Tyriī historia, Nīcētās Eugeniānus; Graecē et Latīnē cum indice historicō

Eurīpidis fābulae

Flāviī Jōsēphī opera, Graecē et Latīnē; accēdunt indicēs nōminum et rērum locuplētissimī:

  1. Volūmen prīmum
  2. Volūmen secundum: accēdunt eclogae Phōtiānae quae pertinent ad historiam Jūdaeōrum; subjectī sunt indicēs plēnissimī et fragmenta nova Polybiī, Dionȳsiī, Dexippī, Eusebiī

Fragmenta Eurīpidis et perditōrum tragicōrum omnium; accēdunt indicēs locuplētissimī, Chrīstus patiēns, Ezechiēlī et Chrīstiānōrum poētārum reliquiae drāmaticae

Fragmenta historicōrum Graecōrum:

  1. Volūmen prīmum; accēdit Apollodōrī Bibliothēca cum fragmentīs
  2. Volūmen secundum; accēdunt fragmenta Diodōrī Siculī, Polybiī et Dionȳsiī Halicarnassēnsis
  3. Volūmen tertium
  4. Volūmen quārtum; accēdunt addenda et indicēs locuplētissimī auctōrum, titulōrum, rērum nōminumque

Fragmenta philōsophōrum Graecōrum; accēdunt annotātiōnēs, prolegomena et indicēs:

  1. Volūmen prīmum: poēseōs philosophicae cēterōrumque ante Sōcratem philosophōrum quae supersunt
  2. Volūmen secundum, Pȳthagorēōs, sophistās, cynicōs et Chalcidiī in priōrem Tīmaeī Platōnicī partem commentāriōs continēns
  3. Volūmen tertium [?]

Geōgraphī Graecī minōres, cum prolegomenīs, annotātiōne et indicibus:

  1. Volūmen prīmum
  2. Volūmen secundum
  3. Tabulae [pars prīma?]

Hērodotī Historiārum librī IX; Ctēsiae Cnidiī et chronographōrum, Castoris, Eratosthenis, etc. fragmenta, dissertātiōne et notīs illūstrāta; Graecē et Latīnē cum indicibus

Hēsiodī carmina, Apollōniī Argonautica, Mūsaeī carmen Dē Hērōne et Leandrō, Colūthī Raptus Helenae, Quīntī Posthomērica, Tryphiodōrī Excīdium Iliī, Tzetzae Antehomērica, etc., Graecē et Latīnē cum indicibus nōminum et rērum; Asiī, Pīsandrī, Panyasidis, Choerilī, Antimachī fragmenta cum commentāriīs

Homērī carmina et cyclī epicī reliquiae, Graecē et Latīnē cum indice nōminum et rērum

Lūciānī Samosatēnsis opera, Graecē et Latīnē cum indicibus

Novum Testāmentum Graecē et Latīnē

Ōrātōrēs Atticī: Antiphōn, Andocidēs, Lysiās, Īsocratēs, Īsaeus, Lycūrgus, Aeschinēs, Hyperīdēs, Dīnarchus, Dēmadēs; dēclāmātiōnēs Gorgiae, Lesbōnactis, Hērōdis, Alcidamantis; fragmenta ōrātōrum Atticōrum; Graecē cum trānslātiōne reficta; accēdunt scholia in ōrātiōnēs Īsocratis, Aeschinis, Dēmosthenis, Ulpiānī commentāriī in Dēmosthenem, et index nōminum et rērum absolūtissimus:

  1. Volūmen prīmum
  2. Volūmen secundum

Pausaniae Dēscrīptiō Graeciae, Graecē et Latīnē cum indice locuplētissimō

Philostratōrum et Callistratī opera, Eunapiī Vītae sophistārum, Himeriī Sophistae Dēclāmātiōnēs

Platōnis opera, Graecē et Latīnē cum scholiīs et indicibus:

  1. Volūmen prīmum
  2. Volūmen secundum
  3. Volūmen tertium

Plōtīnī Enneadēs cum Marsiliī Ficīnī interpretātiōne castigātā; accēdunt Porphyriī et Proclī Īnstitūtiōnēs et Prīsciānī philosophī Solūtiōnēs

Plūtarchī fragmenta et spuria, cum novō indice nōminum et rērum in omnia opera Plūtarchī

Plūtarchī scrīpta mōralia, Graecē et Latīnē:

  1. Volūmen prīmum
  2. Volūmen secundum

Plūtarchī Vītae, Graecē et Latīnē:

  1. Volūmen prīmum
  2. Volūmen secundum

Poētae būcolicī et didacticī: Theocritus, Biō, Moschus, Nīcander, Oppiānus, Mārcellī Sidētae Dē piscibus, anōnymī Dē herbīs, Philae jambī Dē proprietāte animālium; Graecē et Latīnē cum scholiīs et indice locuplētissimō

Poētārum cōmicōrum Graecōrum fragmenta; accēdit index nōminum et rērum

Polybiī Historiārum reliquiae, Graecē et Latīnē cum indicibus

Sānctī Jōannis Chrȳsostomī opera sēlēcta, Graecē et Latīnē:

  1. Volūmen prīmum
  2. Volūmen secundum [?]

Scholia Graeca in Aristophanem, cum prolegomenīs grammaticōrum; accēdit index nōminum et rērum ex Aristophane et scholiīs, indicēs scrīptōrum et verbōrum in scholiīs expositōrum

Scholia in Theocritum; scholia et paraphrasēs in Nīcandrum et Oppiānum

Strabōnis Geōgraphica, Graecē cum versiōne refictā; accēdunt indicēs rērum nōminumque locuplētissimī et tabulae aerī incīsae quīndecim:

  1. Pars prior
  2. Pars altera

Theophrastī Eresiī opera, quae supersunt, omnia, Graecē et Latīnē cum indicibus rērum et verbōrum absolūtissimīs

Thūcȳdidis Historia bellī Peloponnēsiacī cum novā trānslātiōne Latīnā; accēdunt Mārcellīnī vīta, scholia Graeca et indicēs nōminum et rērum

Vetus Testāmentum Graecum jūxtā Septuāgintā Interpretēs, cum Latīnā trānslātiōne:

  1. Tomus prīmus
  2. Tomus secundus

Xenophōntis scrīpta quae supersunt, Graecē et Latīnē cum indicibus nōminum et rērum locuplētissimīs

Altri volumi mancanti: Ateneo, Tolomeo (2).


Ultimo aggiornamento Sabato 27 Agosto 2011 17:44
 
Erasmī «Novum Īnstrūmentum omne» PDF Stampa E-mail
Lunedì 01 Novembre 2010 17:46

Erasmo.jpgUtile è proporre ai ragazzi testi corretti dal punto di vista morfologico e sintattico, ma poco latini per lo stile (non solo testi artificiali, ma, per esempio, testi medievali meno stilisticamente accurati, o tradotti da altre lingue), e proporre alternative che Latīnum sermōnem magis sapiant. Per quanto riguarda i Vangeli, per esempio, utile può essere raffrontare la Vulgāta con la traduzione del Nuovo Testamento fatta da Erasmo.

Dēsīderiī Erasmī Roterodamī operum sextus tomus: Novum Testāmentum complectēns jam quintum ac postrēmum accūrātissima cūrā recognitum ab auctōre, cum annotātiōnibus ejusdem ita locupletātīs ut prope modum novum opus vidērī possit, Iōhannēs Frobenius, Basilēae, MDXLI

[Collegamenti alle numerose versioni elettroniche della Vulgata possono trovarsi in calce all’articolo di Wikipedìa a essa dedicato. Qui l’edizione Didot.].


Istruzioni per lo scaricamento.


Ultimo aggiornamento Mercoledì 31 Agosto 2011 19:43
 
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