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Ultimo aggiornamento Martedì 11 Marzo 2014 17:34
 
I vincitori del «Certamen Ciceronianum» usano il metodo natura PDF Stampa E-mail
Domenica 03 Giugno 2012 00:00

I primi due italiani premiati del Certamen Ciceronianum, Irene Regini di Milano e Paolo Pezzuolo di Valdagno (VI), e lo spagnolo Rodrigo Conesa Campos, a cui è andata una menzione d’onore, hanno imparato il latino col metodo natura.

Questo dimostra ancora una volta come tale metodo, da noi pubblicato, sviluppi capacità e competenze che consentono anche di tradurre con facilità e precisione dalle lingue classiche in italiano.

Le suddette vittorie seguono alle tante che i giovani preparati col metodo natura conquistano oramai nei certamina latini e greci di tutt’Italia. Riportiamo qui, a solo titolo esemplificativo, i nomi d’alcuni degli studenti risultati vincitori quest’anno:

  • Marta Bianchi: 1º posto all’Agone Placidiano (traduzione e commento d’un passo di Plutarco). Segnalazione di merito alle Olimpiadi nazionali delle lingue e civiltà classiche (traduzione dal greco).
  • Ennio D’Amico: 1º posto al Certamen Hippocraticum (traduzione e commento d’un passo d’Ippocrate). 3º posto alle Olimpiadi nazionali delle lingue e civiltà classiche (sezione civiltà classiche).
  • Giacomo Genzini: 1º posto al Certamen Senecanum (traduzione d’un passo di Seneca e saggio breve).
  • Edoardo Ghio: 2º posto all’Agon polymatheias (traduzione e commento d’un passo d’Omero). Segnalazione di merito alle Olimpiadi nazionali delle lingue e civiltà classiche (traduzione dal latino).
  • Paolo Pezzuolo: 1º posto al Certamen Florentinum (traduzione in latino e commento in italiano d’un passo di Tucidide). 2º posto al Certamen «Talenti per il futuro». 3º posto al Certamen Ciceronianum (traduzione e commento d’un passo di Cicerone).
  • Irene Regini: 2º posto al Certamen Ciceronianum (traduzione e commento d’un passo di Cicerone). 2º posto al Certamen della Tuscia (traduzione e commento d’un passo d’Isocrate). 3º posto al Certamen Senecanum (traduzione e commento d’un passo di Seneca).
  • Francesco Tonini: 7º posto al Certamen Varronianum (traduzione e commento d’un passo di Seneca).
  • Donato Marazzi2º posto al Certamen Europa Latina.

La lista rimane aperta alle segnalazioni degl’insegnanti delle vittorie di propri studenti che abbiano imparato le lingue classiche col metodo natura.


Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Febbraio 2013 16:52
 
Composizione e versione nelle lingue classiche PDF Stampa E-mail
Sabato 02 Giugno 2012 00:00

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Latino

Greco


Ultimo aggiornamento Sabato 09 Giugno 2012 17:26
 
Stile PDF Stampa E-mail
Venerdì 01 Giugno 2012 00:00

Non senz’utilità possono essere opere che trattino dello stile latino, anche se la miglior palestra di stile è la lettura continua, assidua, profonda degli scrittori antichi e umanisti. Tra tutt’i manuali di questo genere si segnalano l’opera del Paoli, finissimo conoscitore del latino, e il volume dello Springhetti, scritto in latino, e perciò singolare nel panorama delle stilistiche del XX secolo.

Per un’idea sulle opposte posizioni riguardo al ciceronianesimo, è consigliabile leggere le due opere qui segnalate d’Erasmo e del Doleto: la prima in particolare, colla vivacità che l’autore dà al dialogo, è assai piacevole e interessante.

Fra le varie opere umanistiche de copia verborum et rerum (per esempio quella del Micraëlius o del Willichius), segnaliamo il classico volume d’Erasmo, ch’è senz’altro il migliore.

Non disprezzabile è la Syntaxis ornata in appendice al lessico del Wagner.


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Latino

Greco

  • Carrière, J.: Stylistique grecque pratique. La phrase de la prose classique, Klincksieck, Paris 1960.

Ultimo aggiornamento Sabato 09 Giugno 2012 17:25
 
Sinonimi PDF Stampa E-mail
Giovedì 31 Maggio 2012 00:00

È utile che l’insegnante abbia a sua disposizione un repertorio di sinonimi, all’interno del quale possa sceglier le parole più adatte per spiegare un testo. Si tenga presente che i vocaboli nuovi vanno illustrati mediante il lessico già incontrato dagli alunni (per saper con certezza quali parole sono già apparse, si possono utilizzare gl’indici annessi al corso). Per questo scopo sono certamente importanti le opere sulla sinonimia latina; ma più utili sono il lessico del Wagner (che prima di tutto è un copiosissimo repertorio di fraseologia!), i Gradus ad Parnassum e il vocabolario del Perugini, dove, pur senza specificar le diverse connotazioni di significato, sono elencate e ritrovabili facilmente tutte le voci che hanno senso pressoché uguale.

Si segnala anche il Lexicon atriale del Comenio: esso infatti presenta utili variazioni e verba idem significantia, che, con un po’ di giudizio e selezione accurata, possono, specie negli stadi più avanzati, essere adoperate dall’insegnante per preparar le sue lezioni.

Il Thesaurus Ciceronianus dello Schore contiene spesso, oltre ai sinonimi, i contrari.


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Latino

Greco


Ultimo aggiornamento Sabato 09 Giugno 2012 17:24
 
Fraseologia PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Maggio 2012 00:00

Per evitare un uso improbabile del latino, è necessario rifarsi alla fraseologia degli autori, che ci consenta d’utilizzar non solo singoli verba, ma juncturae che siano testimoniate nei classici. Quella del Meissner, che ha visto innumerevoli traduzioni in lingue diverse, rimane forse la migliore, specialmente nell’accorto miglioramento dell’edizione francese curata da Charles Pascal, che la corredò delle fonti da cui ogni locuzione è stata tratta. Il Dizionario metodico del Bonino si rifà perlopiù al Meissner, ma v’aggiunge un lessico ordinato per materie, ed è corredato d’esercizi, che però son solo di traduzione.

Il vocabolario del Luciano può essere assai utile per ricercare un’espressione adatta al pensiero: è un vero peccato che la revisione del Traìna non sia andata oltre le prime lettere. Naturalmente buona fraseologia, perlopiù ciceroniana, può trovarsi pure nell’editio major del Badellino.

Anche le frasi in appendice al Nizzoli, raccolte dal Doleto, possono risultare utili, così come altre fraseologie umanistiche o post-umanistiche (notevolissimo è il lessico del Wagner, che prima di tutto è un copiosissimo repertorio di fraseologia), che possono esser ritrovate in rete.


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Latino

Greco


Ultimo aggiornamento Sabato 09 Giugno 2012 17:21
 
Il metodo diretto applicato alle lingue moderne PDF Stampa E-mail
Martedì 29 Maggio 2012 23:12

A scopo d’ulteriore esemplificazione del metodo diretto e del metodo natura (che del metodo diretto è l’evoluzione, coll’importantissima aggiunta del principio di presentazione frequenziale del lessico), si propongono qui alcuni corsi di lingue moderne*. Svettano, tra tutti, quelli pubblicati sotto la direzione di Arthur M. Jensen dall’Istituto per il metodo natura di Copenaghen. Fu proprio grazie alla feconda collaborazione con quest’istituto che Hans Ørberg poté pubblicare, nel 1954, Lingua Latīna secundum nātūrae ratiōnem explicāta, la prima edizione di Lingua Latīna per sē illūstrāta.


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Francese

Inglese

  • Jensen, A. M. e altri: English by the Nature Method, The Nature Method Institute, Copenhagen [1939?]. [Comprensivo di Selected short stories. L’archivio va scompattato con un programma come 7-zip].
  • Richards, I. A. – Gibson, C. M.: English through pictures. Books 1–3, Pippin Publishing, Don Mills ON (CA) 20052. [I volumi sono acquistabili anche congiuntamente, presso l’editore. L’edizione italiana (in due volumi), L’inglese per immagini, Garzanti, Milano 1974 e A. Vallardi, Milano 1990, non è più in commercio].

Italiano

Spagnolo

Tedesco


*Chi volesse aver prova di come il metodo diretto si presti a essere applicato con rigore e coerenza anche a una lingua artificiale, come l’esperanto, potrebbe sfogliare i seguenti testi:


Ultimo aggiornamento Sabato 09 Giugno 2012 17:23
 
Conferenze PDF Stampa E-mail
Giovedì 14 Luglio 2011 15:35

Grazie agli amici spagnoli che in questi anni li hanno gentilmente registrati e condivisi, sono disponibili su YouTube molti interventi in latino del professor Luigi Miraglia, presidente dell’accademia e della casa editrice, principalmente sul tema della didattica delle lingue classiche. Li abbiamo raccolti in ordine cronologico in questa coda di riproduzione.

I video sono tratti dai canali su YouTube degli utenti: anavnd, Baeticus2, lancra, llamameyago, philoglot.


Ultimo aggiornamento Sabato 09 Giugno 2012 15:58
 
Colloquia scholastica PDF Stampa E-mail
Giovedì 14 Luglio 2011 14:30

Aggiornamenti
02/06/12: aggiunto Curotto.
13–16/09/11: diviso l’articolo in due sezioni (latina e greca); aggiunti i collegamenti a Blackie e Gretser; aggiunte le scansioni di Balboni, Fabbri, Freyer, Joannides, Lange, Levi, Meregazzi, Noël, Paperini, Pasquetti, Pizzi, Schwieder e Tempini; cambiati i collegamenti di Duncan e Heyden.
03/09/11: ripristinati i collegamenti interrotti.


Vives.jpgPer l’insegnante che utilizza il metodo induttivo, può essere utile possedere e leggere una serie di colloquia scholastica, che l’aiuteranno a migliorare la propria pratica attiva della lingua latina. I migliori opuscoli di questo genere sono, naturalmente, quelli degli umanisti: in particolare i Colloquia d’Erasmo, per la loro vivacità, freschezza, purezza linguistica; quelli del Corderio sono semplici scenette di vita scolastica utili per locuzioni e fraseologia (sono stati ripresi ad litteram dallo Schwieder, che vi ha aggiunto un’utile rubrica fraseologica); quelli del Vives presentano un eccessivo numero di parole rare e longe petitae; quelli del Pontano sono assai eleganti nella lingua e ci danno un’idea degli esercizi che i gesuiti facevano fare ai loro allievi. Gli altri sono di livello inferiore, e talora saccheggiano i grandi, senza confessarlo (si vedano, per esempio, i Dialogi di Antonio van Torre).

Oltre ai Colloquia o ai Latinucci, come quelli del Poliziano1, gli umanisti erano soliti comporre intere operette introduttive ai singoli autori. Per esempio, i Colloquia Plautina del Rosseo; esplicito scopo d’introdurre a Orazio o a Plauto manifestano, per citare un altro esempio, i Dialogi d’Adriano Barlando.

Altri si son provati, in epoca moderna, a proporre dialoghetti, spunti di conversazione, colloqui in latino; negli anni ’30 del secolo appena trascorso anche l’Italia fu inondata da questi volumetti, in coincidenza con una disposizione ministeriale che prevedeva l’uso di conversazioni latine a scuola2. Ma questi libriccini, benché stimolino la curiosità d’ogni amante della lingua latina, non sono i più adatti per noi, perché troppo spesso i loro autori son preoccupati di proporre neologismi e uso moderno della parlata antica: e questo non è il cómpito della scuola. Fanno eccezione i dialoghi e le scenette composte da Guido Pasquetti, troppo duramente criticati, all’epoca, dal Gandiglio3.

Molti dei Colloquia umanistici possono esser letti in rete grazie al progetto Colloquia scholastica del consorzio Stoa.

Naturalmente i Colloquia erano libri scolastici, e, specialmente in epoche che non conoscevano diritti d’autore, le edizioni furono spesso innumerevoli: questo vale soprattutto per le opere di maggiore divulgazione, come quelle d’Erasmo, del Vives o del Corderio. Qui ne segnaliamo alcune solo exempli causa, per mostrare la vitalità e la longevità di queste operette4.


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Latino

Greco


Note

Poliziano.jpg1. «Non so se voi conoscete i latinucci del Poliziano. Il Poliziano, per il suo scolaretto Piero de’ Medici a cui era stato assegnato come maestro di latino, faceva i cosiddetti latinucci. Erano notizie sui fatti del giorno: è arrivato l’ambasciatore del Gran Turco; il re di Francia ha mandato a dire al re di Spagna questo e questo. Si capisce, si trattava dell’educazione d’un principe. Ma c’erano anche cose di questo genere: ‹Io so che tu hai passione per il tuo pony, per il tuo ginnetto, ma bada che ti fa male; l’altro giorno sono andato al mercato di Poggibonsi e ho visto un cavalluccio che era una meraviglia (e glielo descrive apposta per fargli venire l’acquolina in bocca), però m’ha detto tuo padre che non ti vuol dare i soldi per comprarlo, perché teme che tu cada›. Insomma cose di questo genere, che il Poliziano preparava a tempo: dopo, il ragazzino doveva naturalmente leggerle, tradurle, ecc. Vedete che il Poliziano, che di latino e greco ne sapeva qualcosa, non adoperava le regole grammaticali; non c’è il minimo accenno in questi latinucci a una regola grammaticale; qualche volta ne avrà parlato; se il ragazzo avrà detto, per esempio, iteris invece di itineris, gli avrà dato uno scappellotto dicendo ‹no, itineris!›» (G. B. Pighi, Grammatica e lingua, in «Ricerche didattiche (Rivista del Movimento circoli della didattica)», anno III, № 4-5, luglio-ottobre 1953, pagina 106). I Latini dettati dal Poliziano a Piero de’ Medici nel 1481 possono esser letti in: Prose volgari inedite e poesie latine e greche edite e inedite di Angelo Ambrogini Poliziano, raccolte e illustrate da Isidoro Del Lungo, G. Barbèra, Firenze 1867, pagine 17–41.

2. Regio decreto del 7 maggio 1936: «Nello studio del latino gli alunni debbono essere educati fin dalle prime classi all’uso diretto della lingua sia come espressione orale sia come espressione scritta. La versione dall’italiano è quindi una delle forme di esercitazione, ma non la sola. Anche dai primi passi, con opportuni spunti di conversazione, con risposte a domande su letture fatte, con piccoli riassunti, con brevi composizioni, gli alunni debbono essere indirizzati per mezzo di esercizi e anche dell’espressione diretta in latino a raggiungere la padronanza della lingua indispensabile alla piena conoscenza dei classici».

3. La polemica tra il Gandiglio e il Pasquetti fu serrata, e non riguardò solo Roma antica da vicino; il primo scrisse un fascicoletto, Roma… al cinematografo, o latino per i metallurgici (Zanichelli, Bologna 1922) e Deverticula flexionesque del prof. G. Pasquetti (Zanichelli, Bologna 1922); il secondo ribatté con Quello che non è… Roma, ossia Dalla grammatica alla suburra – (risposta al prof. Adolfo Gandiglio) (Sandron, Milano 1922).

4. Chi volesse vedere un elenco di tutte le edizioni della maggior parte dei Colloquia fino all’Ottocento, potrebbe consultare: A. Bömer, Die lateinischen Schülergespräche der Humanisten [...], P. Schippers, Βerlin 1897-99.

5. Cfr. F. Bierlaire, Erasme et ses colloques: le livre d’une vie, Libraire Droz, Genève 1977.

6. È interessante per vedere come anche il Goethe imparò il latino per mezzo di colloqui e sistemi attivi (anzi, a sentir lui, «senza metodo», ossia in maniera del tutto naturale): cfr. W. Goethe, Dichtung und Wahrheit, parte I, libro I: «Die Grammatik missfiel mir, weil ich sie nur als ein willkürliches Gesetz ansah; die Regeln schienen mir lächerlich, weil sie durch so viele Ausnahmen aufgehoben wurden, die ich alle wieder besonders lernen sollte. Und wäre nicht der gereimte angehende Lateiner gewesen, so hätte es schlimm mit mir ausgesehen; doch diesen trommelte und sang ich mir gern vor.» [La grammatica non mi piaceva, perché la consideravo solo una legge arbitraria, le regole mi sembravano ridicole, perché venivano scalzate da tante eccezioni che mi toccava di studiare a parte. E se non fossero stati i princìpi di latino in rima, avrei fatto una gran brutta figura; ma quelli amavo ricantarmeli spesso da me]. Parte II, libro VI: «So hatte ich denn das Lateinische gelernt wie das Deutsche, das Französische, das Englische, nur aus dem Gebrauch, ohne Regel und ohne Begriff. [...] mir schien alles natürlich zuzugehen, ich behielt die Worte, ihre Bildungen und Umbildungen in Ohr und Sinn, und bediente mich der Sprache mit Leichtigkeit zum Schreiben und Schwätzer». [Così avevo imparato il latino come il tedesco, il francese, l’inglese solo per pratica, senza regole e senza metodo... a me pareva che tutto procedesse naturalmente, ritenevo nell’orecchio e nella mente le parole, la loro formazione e flessione e mi servivo con facilità della lingua per scrivere e per chiacchierare. (Trad. di E. Sola)].


Ultimo aggiornamento Sabato 09 Giugno 2012 17:19
 
Fabulae scaenicae PDF Stampa E-mail
Giovedì 14 Luglio 2011 14:29

Aggiornamenti
01/09/11: aggiunti Arnold, Newman, Paxson, Schlicher, le scenette del Cambridge Latin course e la scansione di Ludi Persici.


Maschere teatrali (mosaico).png

Proporre ai ragazzi scenette, drammatizzazioni, brevi azioni drammatiche e teatrali dà grandissima forza alla nostra azione didattica, coinvolgendo gli alunni in una forma attiva d’apprendimento che costituì uno dei cardini dell’ars docendi già nel Rinascimento e nella ratio studiorum dei gesuiti. Le proposte della scuola del Rouse (Ludi Persici e Decem fabulae pueris puellisque agendae) sono assai utili, perché hanno sempre un particolare occhio alle strutture e forme da imparare. Naturalmente, a questo scopo possono essere anche utilizzati gli stessi capitoli del corso o i Colloquia personarum. Gli altri libretti, pur da tenere in considerazione, son però meno adatti allo scopo che ci prefiggiamo.


Istruzioni per lo scaricamento.



Collegamenti
Cambridge Latin course, Plays.


Ultimo aggiornamento Sabato 09 Giugno 2012 17:10
 
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