Viaggio in Baltistan

Giuseppe Morganti

Viaggio in Baltistan

  • 2026

IN PREPARAZIONE


Che viaggiasse per puro piacere, o incaricato per dovere d’ufficio di recarsi in paesi lontani geograficamente e culturalmente, l’autore ha coltivato alcune abitudini che si sono consolidate nel tempo. Una di queste avere sempre nel suo bagaglio, oltre ai consueti effetti personali, altri tre oggetti: la sua fedele Leica, un album per disegnare e un taccuino per appunti. Nei viaggi di lavoro, che spesso lo hanno portato in luoghi lontani dagli itinerari turistici abituali, ha perciò affiancato alla produzione dei documenti e degli elaborati richiesti dai compiti professionali la raccolta di impressioni personali, ritratti, situazioni, personaggi, aspetti e tradizioni delle genti e dei luoghi via via visitati. La curiosità umana, e il desiderio di assaporare più a lungo, fermandoli sulla carta, al termine del giorno e poi più tardi a distanza di tempo, i momenti vissuti, hanno formato un deposito di ‘ricordi’, che, a dispetto del nome, sarebbero stati materiale per il dimenticatoio. È stata poi una pausa nel ritmo trascinante delle giornate imposta dalla malattia, che un amico ha suggerito di trasformare in pausa operosa, a creare le condizioni per recuperare alcuni di questi appunti, e per trasformarli in ‘quadri’ di una galleria. Quadri che qui si espongono.

Sono note di viaggio riferite a quattro missioni nella regione del Baltistan, ai confini settentrionali del Pakistan, compiute fra il 2010 e il 2013, nel quadro del progetto Everest K2 – CNR. Il luogo, oltre al rilevante interesse scientifico e culturale che lo caratterizza, e che ha motivato il progetto, costituisce la porta di accesso ad alcuni dei più famosi ‘ottomila’, le vette più alte del mondo. L’attenzione dell’autore è però catalizzata piuttosto dalle persone, dal cibo, dalle case, dagli abiti, dalla religione, dalla ricchezza dei contrasti e delle differenze, che testimoniano, nella diversità, la comune appartenenza al genere umano. Riunite e sistemate in un ordine che non è sempre fedelmente cronologico, alcune note appaiono come furono scritte al momento, altre abbellite o integrate sulla base dei ricordi, ma tutte assolutamente vere e vissute.